Cegliando, medico incurando
Dice il vecchio adagio: meglio un asino vivo che un dottore morto. Ma quando l'asino esercita la professione di medico sarebbe meglio che fosse, se non morto (siamo ovviamente contro la pena capitale), almeno radiato dall'albo professionale. Il guaio è che proprio in questo albo di professionisti, su vastissima scala , alberga il morbo asinino in maniera pandemica e impressionante. Se fossimo così ligi al dovere, pronti a denunciare sempre e comunque, finiremmo per restare quasi senza personale medico e paramedico, sempre ammesso che vi sia una passibilità di pena per l'ignoranza professionale e i danni dolosi o colposi di conseguenza commessi. E ciò non sarebbe affatto male. Tutt'altro. Questo medico senza frontiere (nell'informare in modo, più che inesatto, direi errato) dal cui nome trassi il verbo cegliare (semanticamente una via di mezzo tra celiare e medincasinare) lo incontrai ieri. Ci scambiammo un saluto fugace e così, forse valutando lì per lì che fosse...